L’arabo è parlato da oltre 400 milioni di persone in 22 Paesi e apre le porte a settori come la diplomazia, il commercio internazionale e il giornalismo, più di quanto facciano poche altre lingue. È anche una delle lingue più difficili da imparare per chi parla inglese: le forme verbali basate sulle radici, la coniugazione basata sui pronomi e l’accordo di genere funzionano in modo diverso da quello a cui la maggior parte degli studenti è abituata, ed è proprio per questo che iniziare dai 25 verbi giusti conta più che iniziare da cento.
Questo modello restringe volutamente il campo. Invece di essere un riferimento completo alla grammatica, che copra ogni schema di radice ed eccezione, isola i 25 verbi più frequenti, quelli che compaiono in quasi ogni frase, come «essere», «andare», «mangiare» e «lavorare», e coniuga ciascuno con tutti e sei i pronomi (io, tu, lui, lei, noi, loro). Vedere lo stesso insieme di pronomi ripetuto per ogni verbo è ciò che fa emergere davvero lo schema: una volta capito come un verbo regolare passa da «io» a «noi», il cambiamento per il verbo successivo non deve più essere memorizzato.
È anche la struttura a trasmettere lo schema. Invece di elencare i verbi in ordine alfabetico o disseminarli nella pagina, ogni verbo mantiene la stessa struttura a sei pronomi nello stesso ordine, così chi studia può confrontare due verbi affiancati e vedere esattamente dove si comportano allo stesso modo e dove no.
È pensato per chi studia da autodidatta a un livello A1-A2, per chi usa un’app, un corso o semplicemente costruisce il proprio vocabolario, e vuole un riferimento rapido invece di un’altra tabella densa da manuale. È meno adatto a chi non ha ancora alcuna familiarità con la scrittura o i pronomi arabi: una o due lezioni introduttive prima lo renderanno molto più utile; inoltre non è pensato per studenti avanzati che hanno bisogno di verbi meno comuni, di altri tempi verbali o della grammatica più approfondita basata sugli schemi delle radici.
L’unica scelta deliberata degna di nota è che questo copre solo il presente, su un’unica pagina. La maggior parte delle tabelle di coniugazione cerca di coprire diversi tempi contemporaneamente; questa invece non lo fa intenzionalmente, partendo dall’idea che chi studia debba consolidare un tempo prima che valga davvero la pena aggiungerne un altro, e che un riferimento di una pagina sia quello che viene effettivamente stampato, lasciato aperto o consultato ogni giorno.