Le sette schede seguono l’ordine in cui affronteresti davvero una revisione completa del negozio: prima Impostazione, perché alcune scelte di configurazione (le categorie del tuo negozio, la tua nicchia e tutto ciò che è specifico del modo in cui vendi) determinano il significato che le altre schede avranno per te. Segue Audit, la checklist di 68 attività che costituisce il nucleo diagnostico, poi Mappatura delle parole chiave, che prende ciò che l’audit ha messo in luce sulle lacune SEO e lo trasforma in un vero piano per le parole chiave. Marketing, Calendario e Pianificazione dei prodotti vengono dopo: tre schede per agire sulla base di ciò che hanno evidenziato l’audit e il lavoro sulle parole chiave. La Lista delle cose da fare chiude il cerchio, assicurandosi che una correzione individuata nella prima settimana non sparisca silenziosamente entro la terza.
Ciò che si ripete in ogni scheda è una struttura basata innanzitutto sulla checklist: attività da spuntare, non campi vuoti che devi interpretare. Ciò che cambia è l’oggetto del controllo di ciascuna scheda: qualità delle inserzioni e SEO nella scheda Audit, opportunità per le parole chiave in Mappatura delle parole chiave, tempistiche delle campagne nel Calendario. Questa coerenza è importante per un documento a cui dovresti tornare regolarmente: un audit del negozio non si legge una volta sola, è qualcosa su cui lavori, che metti da parte e poi riprendi, e il formato checklist rende altrettanto facile riprenderlo nella sesta settimana quanto lo era il primo giorno.
Questo modello è adatto a chi gestisce un negozio Etsy già attivo e vuole un modo strutturato e ripetibile per scoprire che cosa lo sta realmente frenando, invece di andare a intuito basandosi su quale inserzione “sembra” dovrebbe vendere meglio. Funziona sia per chi vende da poco e vuole sviluppare buone abitudini fin dall’inizio, sia per chi ha esperienza, improvvisa da anni un processo di crescita e vuole formalizzarlo. È meno adatto se non hai ancora aperto un negozio: non è una guida su “come iniziare a vendere su Etsy” e presuppone che esistano già inserzioni, traffico e dati reali del negozio da sottoporre ad audit. Non sostituisce nemmeno uno strumento SEO a pagamento come eRank o RankHero, se ciò di cui hai specificamente bisogno sono dati aggiornati sul volume di ricerca delle parole chiave e sul posizionamento, raccolti automaticamente: questa è una checklist strutturata basata sullo stesso tipo di logica applicata da quegli strumenti, non uno strumento che raccoglie per te i dati di ricerca aggiornati di Etsy.
Rispetto agli altri strumenti di pianificazione presenti nel negozio, questo è esplicitamente orientato prima alla diagnosi e poi all’azione. Il nostro Modello di piano marketing presuppone che tu conosca già la tua strategia e ti aiuta a svilupparla; questo modello presuppone invece che tu non sappia ancora in quale punto il tuo negozio stia realmente mostrando delle carenze e serve a farle emergere prima di chiederti di pianificare qualcosa.
L’unica scelta deliberata che vale la pena evidenziare è che l’audit non è organizzato esclusivamente per SEO, anche se le attività SEO (parole chiave, titoli e tag) ne costituiscono una parte significativa. Branding, prezzi e marketing rientrano nella stessa checklist di 68 elementi, sulla base del principio che raramente un negozio va male per un solo motivo. Un titolo perfettamente ottimizzato su un’inserzione priva di una storia o con foto poco efficaci non riuscirà comunque a convertire, quindi l’audit è progettato per individuare contemporaneamente i problemi dell’intero negozio, non solo l’aspetto SEO che un venditore potrebbe presumere essere l’unica cosa da controllare.