Gli investitori non finanziano le idee: finanziano una tesi chiara secondo cui l’idea, il mercato e il piano per scalarla stanno effettivamente in piedi insieme. Questa è la vera funzione di un business plan per startup: costringe a mettere nero su bianco le ipotesi alla base di un modello di business snello, facendo emergere lacune nel product-market fit, nel posizionamento o nella logica di crescita prima che emergano durante un pitch.
Le 100 pagine qui presenti seguono questa logica in ordine, e l’ordine non è casuale. Un pitch crolla rapidamente se si apre con i numeri prima di aver chiarito che cos’è realmente l’azienda e perché il mercato ne ha bisogno; per questo il piano costruisce prima la storia e la missione, affronta poi il posizionamento e l’analisi SWOT e arriva infine alla roadmap di crescita e ai dati finanziari, una volta chiarita l’attività che li sostiene. Investitori, co-fondatori o chiunque altro esamini un piano per una startup snella lo legge in quest’ordine, e il documento è strutturato di conseguenza.
Ciò che si ripete nelle sezioni dedicate al mercato e alla roadmap è la profondità uniforme: prezzi, proposta unica di valore e strategia di mercato ricevono ciascuno lo stesso spazio, così nessun elemento sembra un ripensamento rispetto agli altri. Ciò che cambia da una pagina all’altra è il tipo di ragionamento richiesto: le pagine dedicate alla storia e alla missione chiedono di articolare, quelle sul mercato chiedono di fare ricerca e definire il posizionamento, quelle sulla roadmap chiedono di stabilire le priorità, quelle finanziarie chiedono di elaborare proiezioni. È questa varietà all’interno di un unico documento a farlo leggere come un piano completo.
Questo modello è adatto a un fondatore che si sta preparando attivamente a raccogliere finanziamenti o a presentare il progetto a co-fondatori, qualcuno che ha bisogno di un documento pensato per essere letto da persone che devono decidere se investire tempo o denaro, non di uno strumento di pianificazione personale. Funziona anche per un consulente che prepara business plan per startup per conto dei clienti, poiché la struttura si applica a un’attività tecnologica, commerciale o di servizi senza dover ricostruire ogni volta le sezioni. È meno adatto a una piccola impresa già operativa che sta perfezionando una strategia esistente anziché presentare una nuova iniziativa: il nostro modello generale di Business Plan è pensato per questo caso più ampio, invece dell’impostazione rivolta agli investitori su cui si concentra questo modello.
Rispetto agli altri prodotti per la pianificazione presenti nel negozio, questo si differenzia dal modello di Piano di Marketing per il suo scopo effettivo: il piano di marketing approfondisce promozione, canali ed esecuzione delle campagne una volta che l’attività esiste già, mentre questo serve a rispondere a una domanda più fondamentale: questa attività dovrebbe esistere e ricevere finanziamenti? L’analisi SWOT e la ricerca di mercato compaiono in entrambi, ma qui sostengono una narrazione orientata al finanziamento anziché una strategia promozionale.