Nella corsa ad altissima posta per la supremazia nell’IA, le regole tradizionali del venture capital stanno cambiando. Non stiamo assistendo a semplici investimenti, ma all’affermarsi di un ecosistema complesso e interconnesso di «finanziamento circolare».
Che cos’è il «finanziamento circolare»?
In parole semplici, il finanziamento circolare è un meccanismo strategico in cui un fornitore finanzia i propri clienti affinché abbiano i soldi per acquistare i prodotti del fornitore stesso.
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Scopri i nostri prodotti →Nel mondo dell’IA, questo succede spesso quando una grande azienda tecnologica (come Microsoft o Nvidia) investe miliardi di dollari in una startup di IA (come OpenAI o Mistral). La startup usa subito quei fondi per pagare i servizi cloud o i chip di fascia alta dell’investitore.
Immagina il proprietario di un chiosco di limonate che dà 10 dollari a un vicino, con l’accordo implicito che quest’ultimo userà quei 10 dollari per comprare 10 bicchieri di limonata. Il proprietario si ritrova quei 10 dollari come «ricavi» e il vicino ottiene la limonata che altrimenti non avrebbe potuto permettersi.
«Il boom dell’IA è un ouroboros finanziario: divora sé stesso e lo chiama progresso». - Cory Doctorow, giornalista tecnologico e autore di Enshittification
Mappatura dell’ecosistema del finanziamento circolare nell’IA
Il settore dell’IA è attualmente alimentato da un enorme circuito di retroazione finanziaria che collega i più potenti colossi tecnologici, produttori di chip e laboratori di IA del mondo. In questo ecosistema «circolare», le aziende non si limitano a investire le une nelle altre: finanziano attivamente i propri futuri clienti per garantirsi un flusso di entrate.
Dai giganti dell’hardware come Nvidia e AMD ai provider cloud e agli sviluppatori di modelli di frontiera come OpenAI e xAI, questa rete di contratti multimiliardari e partecipazioni azionarie funge da motore segreto del settore. La mappa qui sotto illustra queste complesse interdipendenze, mostrando come circola il capitale tra questi attori, perché accelera la realizzazione di infrastrutture globali per l’IA e dove si annidano i rischi di questo «ouroboros finanziario».
Mappa delle connessioni nel settore dell’IA

Come puoi vedere, la complessità di queste relazioni è sbalorditiva. Quello che a prima vista sembra un semplice investimento è in realtà una rete di dipendenze strategiche. Per comprendere la mappa qui sopra, è utile suddividere questi collegamenti in quattro pilastri distinti che tengono in movimento l’ecosistema dell’IA:
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Hardware e software: questi collegamenti rappresentano la spina dorsale fisica, come i chip H100 di NVIDIA;
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Investimenti diretti: si tratta di apporti di capitale con cui i giganti della tecnologia acquistano una partecipazione azionaria in una startup per assicurarsi un posto al tavolo;
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Capitale di rischio: questi collegamenti rappresentano il «capitale paziente» dei fondi istituzionali che fanno crescere le startup;
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Dipendenze da servizi e API: questo è il livello più attivo del ciclo. Rappresenta il flusso «operativo» continuo, in cui le startup pagano i giganti della tecnologia per la potenza di calcolo nel cloud, l’accesso alle API o l’archiviazione dei dati.
1. Il triangolo NVIDIA / CoreWeave / Microsoft
Questo è l’esempio più noto del ciclo «compute in cambio di quote azionarie».
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L’investimento: Nvidia e Microsoft hanno entrambe investito ingenti somme in CoreWeave (un fornitore di cloud specializzato).
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L’acquisto: CoreWeave usa quei fondi per acquistare chip Nvidia H100 per miliardi di dollari.
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Il servizio: Microsoft poi prende effettivamente in leasing da CoreWeave i chip Nvidia per eseguire i propri carichi di lavoro di IA quando i suoi data center sono al massimo della capacità.
Il risultato: Nvidia ottiene un acquirente garantito per i suoi chip, CoreWeave si procura l’hardware che altri non riescono ad acquistare e Microsoft ottiene la capacità necessaria per supportare OpenAI.4
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Scopri i nostri prodotti →2. Il circolo Microsoft / OpenAI / Oracle
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L’investimento: Microsoft ha investito circa 13 miliardi di dollari in OpenAI;
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La spesa: gran parte di quell’«investimento» consiste in realtà in crediti per il cloud Azure;
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L’espansione: poiché Microsoft non riesce a costruire data center abbastanza velocemente da soddisfare le esigenze di addestramento di OpenAI, di recente ha stretto una partnership con Oracle.
Il circolo: OpenAI usa i fondi di Microsoft per pagare Microsoft, che a sua volta paga Oracle per fornire l’infrastruttura, piena di chip Nvidia.
3. I protagonisti specializzati nel «cloud GPU»: Nebius e Nscale
Queste aziende rappresentano il nuovo livello delle «infrastrutture per l’IA».
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Nebius (nata da Yandex) e Nscale si stanno affermando come cloud dedicati esclusivamente all'IA. Ricevono sostegno o assegnazioni prioritarie da Nvidia per costruire cluster.
Startup come Mistral (leader francese nel settore dell'IA) ricevono investimenti da aziende come Microsoft e Nvidia. Mistral utilizza poi quei capitali per acquistare l'infrastruttura offerta da questi cloud di GPU e addestrare i propri modelli.
4. IA verticale: Ambience, Harvey e Anysphere
Sono aziende di "IA applicata". Spesso sono gli utenti finali di questo ciclo.
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Anysphere (Cursor), Harvey AI (legale) e Ambience Healthcare (medicina) hanno ricevuto finanziamenti da importanti fondi di venture capital (tra cui l'OpenAI Startup Fund o Nvidia).
Il flusso: il denaro passa dal produttore di chip o dal gestore della piattaforma -> alla startup -> e torna subito al gestore della piattaforma sotto forma di commissioni API (a OpenAI) o commissioni cloud (a Microsoft/Oracle/Nvidia).
La mappa dei "finanziamenti circolari" fa bene all'economia?
L'impatto di questo ecosistema interconnesso sull'economia è oggetto di un intenso dibattito, spesso incentrato sulla tensione tra innovazione rapida e instabilità sistemica.
L'argomento a favore della crescita economica I sostenitori sostengono che questi accordi circolari siano una "necessità strategica" e funzionino da motore di crescita altamente efficiente. Anticipando la spesa negli accordi di investimento, i colossi tecnologici e le startup possono aggirare i processi tradizionali di raccolta fondi, più lenti.
Ciò ha accelerato la realizzazione fisica di infrastrutture globali per l'IA, come data center e cluster di calcolo, a una velocità senza precedenti, aprendo potenzialmente la strada a futuri aumenti della produttività che potrebbero giovare all'economia nel suo complesso.
Il rischio di una "bolla dell'IA" Molti analisti avvertono che questo circolo crea una pericolosa illusione di domanda, definendola bolla dell'IA. Poiché i finanziamenti e i ricavi provengono dallo stesso ristretto gruppo di aziende, l'ecosistema rischia di gonfiare le valutazioni delle imprese sulla base di capitali che fanno un "giro di ritorno", anziché di una domanda autentica e organica da parte degli utenti finali.
I critici lo paragonano spesso alla bolla delle dot-com della fine degli anni Novanta, in particolare ai programmi di finanziamento dei fornitori di telecomunicazioni, crollati quando l'utilizzo reale non è stato all'altezza delle cifre di fatturato gonfiate artificialmente. Il timore principale è che, se il mercato dell'IA non produrrà presto modelli di business sostenibili e redditizi, questo enorme sviluppo infrastrutturale finanziato a debito potrebbe causare un crollo dell'intero settore, lasciando potenzialmente all'economia asset incagliati.
La strategia di uscita: è possibile spezzare il ciclo?
La prova decisiva per questo «ouroboros finanziario» sarà il passaggio dalla crescita alimentata dai capitali a un'utilità concreta, guidata dai clienti. Affinché questo ecosistema sia sostenibile, le startup di IA dovranno trovare il modo di generare entrate da clienti esterni, aziende e consumatori al di fuori della cerchia delle Big Tech, per ripagare gli enormi debiti infrastrutturali. Se il «vicino che vende limonata» non trova mai il modo di guadagnare in proprio, il ciclo si interrompe non appena si blocca il successivo round di finanziamento. Senza una svolta verso un ROI concreto, il settore rischia di lasciare dietro di sé un cimitero di «asset incagliati»: enormi data center pieni di costosi chip che non hanno più una finalità finanziata.
Fonti:
- Sala stampa Nvidia (gennaio 2026) Nvidia e Core Weave rafforzano la collaborazione
- The Register (novembre 2025) La giostra degli accordi da mille miliardi di dollari dell'IA
- Built In (febbraio 2026) Come il finanziamento circolare alimenta il boom dell'IA
- Quartz (dicembre 2025) Il boom dell'IA è un'economia a ciclo continuo
- Comunicato stampa di Nebius (marzo 2026) NVIDIA e Nebius collaborano per espandere il cloud IA full-stack
- Trustnet (Nov 2025) Finanziamento circolare nell'IA: necessità strategica o rischio nascosto?


